L’assessore allo Sviluppo: va coinvolta anche l’Università. Sul turismo un progetto unitario di marketing da elaborare
TRIESTE
Si definisce «assessore senza portafogli» perché le risorse su cui conta per le sue deleghe - sviluppo economico, fondi comunitari, turismo, aziende partecipate e controllate - si sostanziano per molti settori soprattutto di trasferimenti dalla Regione su progetti specifici. Ma i tagli sul bilancio comunale 2012 ci saranno. Per questo, ad esempio, ad AcegasAps ha chiesto di ridurre per ora all’indifferibile le spese per rinnovo e manutenzione dell’illuminazione pubblica, «su cui cercheremo di sforbiciare una cifra considerevole». Cifra che non sarà invece decurtata per le indispensabili opere cimiteriali. Intanto Fabio Omero annuncia un primo traguardo «entro l’anno: la delibera che individuerà linee e strumenti del piano strategico per la città», per il quale verranno utilizzati i 100mila euro lasciati dall’ex assessore al Bilancio Giovanni Ravidà.
A che punto siamo con il piano?
Le linee di indirizzo sono state sottoposte al sindaco. Lavoriamo all’ipotesi di applicare la convenzione già esistente per avere dall’Università un sostegno tecnico e scientifico nell’elaborazione specifica del progetto. Vogliamo avvalerci delle alte competenze che a Trieste ci sono, piuttosto che affidare il tutto a un’agenzia esterna. Strumenti e linee andranno condivisi con tutti gli altri enti, sindacati e associazioni di categoria, pensando a una sorta di conferenza territoriale provinciale: un piano strategico è in realtà un patto tra amministrazioni.
Nel concreto?
Le linee traducono il programma del sindaco Cosolini: conoscenza, innovazione, mare, cultura, il tutto in coerenza con il nuovo Piano regolatore. Anche nell’ottica dell’industria sostenibile, della green economy, è importante far ricadere ruolo e azione degli enti di ricerca sul territorio in termini di impresa: penso per esempio a spazi fisici e virtuali da offrire a giovani ricercatori. E poi ad azioni di sostegno per le imprese culturali, all’internazionalizzazione dell’Università e all’alta formazione. Siccome però uno sviluppo basato sulla conoscenza ha insito il rischio di nuove esclusioni sociali, andrà garantita anche la formazione continua con il coinvolgimento della scuola, e della Provincia per le politiche del lavoro.
Mare, diceva: quale rapporto con l’Authority?
Nel piano viene riproposta l’istituzione di un’Agenzia città-porto, per gestire al meglio tutta la partita delle trasformazioni edilizie in Porto Vecchio ma anche delle interconnessioni tra porto e città. Il sindaco ne ha già parlato con la presidente dell’Authority.
L’emergenza crociere con le navi dirottate da Venezia è stata superata bene ma ha richiamato la necessità di programmazione.
Interessante è l’ultimo report dell’Osservatorio sul traffico crociere redatto dall’Ente bilaterale nazionale del turismo: cita Trieste come esempio negativo perché come home port non ha saputo fare sistema con il territorio. Quando torneremo a essere home port le compagnie avranno sì potere decisionale, ma qui va fatto un patto tra enti, associazioni di categoria e sindacati: dovremo avere, insieme, la forza di contrattare su tutto quanto attiene al settore, dallo shopping agli itinerari ai pernottamenti.
Sull’incapacità di promuovere il turismo è arrivata una critica forte al Comune da esponenti del Pdl.
Io invece dico che la giunta precedente ha sofferto di assenza di pianificazione. In tanti si sono occupati di promozione del territorio, ma ognuno per conto proprio. Abbiamo già tenuto riunioni un po’ con tutti gli operatori e gli enti condividendo l’esigenza di instaurare un sistema. Siamo in fase di raccolta dati per redigere un piano unitario di marketing che starà dentro il progetto Pisus. Occorre individuare l’immagine del territorio triestino da promuovere enucleando un marchio, un logo unico che finora - lo dicono gli esperti - Trieste non ha.
Ferriera. L’assessore Laureni denuncia inquinamento, ma lo spettro è quello della cassa integrazione.
Laddove abbiamo competenze dirette cerchiamo di lavorare. È stato riavviato dalla Provincia il tavolo per il piano infraregionale Ezit, nel cui ambito ho chiesto che prioritaria sia la questione Servola. Bisogna pervenire al Protocollo d’intesa, e in attesa di questo occorre conoscere tempi, costi e occupazione per bonifica e smantellamento dello stabilimento: in assenza di questi dati non puoi andare da alcun imprenditore a offrirgli un’area, a fare proposte. Intanto si spera di arrivare all’aggiornamento dell’Aia (l’Autorizzazione integrata ambientale, ndr) e di porre come termine per lo stabilimento il 2015: credo sia interesse anche dell’azienda restare nei parametri ambientali fissati per proseguire l’attività, sebbene i segnali che arrivano non siano tranquillizzanti.
Sul rigassificatore intanto lei ha detto che l’ultima parola spetta alla Regione...
Ma abbiamo approvato le direttive del Piano regolatore, ora abbiamo una norma urbanistica che dice no all’impianto. La situazione è chiara.
Uno dei suoi obiettivi annunciati era implementare la ricerca di fondi europei. A che punto siamo?
Il Comune è capofila di un rilevante progetto comunitario riservato a Stati e Regioni affacciati sull’Adriatico, che abbiamo elaborato assieme all’Azienda sanitaria in tema di impresa sociale con partner che vanno dal ministero della Salute dell’Albania alle Regioni Puglia e Molise: si tratta di esportare il modello Trieste con il suo know-how. Partecipiamo ad altri bandi, come quello promosso dal Comune croato di Fiume sullo sviluppo turistico dell’archeologia romana. E quanto a uffici da sviluppare, c’è una novità: istituiremo un ufficio di controllo qualità sulle partecipate, una struttura interna che rispetto a servizi e contratti di Acegas e di tutte le altre partecipate avvierà un lavoro di costante controllo sulla rispondenza tra costi, servizi e contratti sia nei confronti del Comune sia dei cittadini.
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