Diaco, pronto il bando di gara per l’affitto dei due stabilimenti

Corsa contro il tempo, lunedì in Tribunale saranno aperte le buste con le offerte delle aziende interessate a subentrare nelle fabbriche di Trieste e Potenza. Numerosi i parametri da valutare

    di Claudio Ernè

    Caso Diaco: col fiato sospeso, in attesa dell’apertura delle buste.

    Lunedì alle 12.30 nello studio del presidente del Tribunale civile Giovanni Sansone verranno aperte le buste con le offerte per affittare i due stabilimenti del gruppo farmaceutico che faceva capo all’imprenditore Pierpaolo Cerani. La prima fabbrica è quella di Potenza, già gestita dalla Diaco spa di cui il pm Federico Frezza ha chiesto da più di un mese il fallimento. La seconda è lo stabilimento di via Flavia a Trieste, dove fino all’inizio di ottobre, quando il Tribunale ne ha dichiarato il crac, avevano lavorato un centinaio di dipendenti in gran parte donne. La società fallita ha per nome Laboratori Biomedicali Diaco spa.

    Ieri il Tribunale, in accordo con l’avvocato Enrico Bran, curatore del fallimento, ha preparato un bando di gara che in queste ore viene inviato alle società che si sono fatte avanti nelle ultime settimane per conoscere i dettagli dell’operazione salvataggio. Le aziende che si sono palesate direttamente o attraverso la Tindar sas di Milano e la Indipendent advisor srl mirano a espandere la loro attività, subentrando nei contratti già stipulati dal gruppo Diaco con numerosi clienti. Nell’altro verso, attraverso l’affitto - congiunto o disgiunto – dei due stabilimenti, il Tribunale e il curatore puntano a risarcire i creditori esposti per svariati milioni di euro: più di 20, secondo le stime. Vi è anche un secondo aspetto non meno importante: salvare più di 150 posti di lavoro a rischio azzeramento. Va aggiunto che la crisi del gruppo Diaco è stata determinata in un verso da pesantissime difficoltà finanziarie accentuate dalla recente “stretta” creditizia, nell’altro dalle iniziative in Slovenia di Pierpaolo Cerani, stoppate in un verso dal mercato, nell’altro dalla magistratura.

    Non sfugge a nessuno che i tempi per chiudere l’operazione sono strettissimi. Il bando di gara è stato approvato ieri mattina e le buste con le offerte dovranno essere recapitate lunedì. Restano così a disposizione delle società che intendono partecipare alla gara poco più di cento ore, sabato e domenica incluse. Ecco perché in tanti vivono col cuore in gola. Ma non si poteva fare diversamente, perché il 29 novembre finisce il secondo anno di cassa integrazione per i dipendenti dello Stabilimento di Potenza. Proroghe non sembrano proponibili.

    Nella valutazione delle offerte per l’affitto dei due stabilimenti, verranno presi in considerazione dal Tribunale e dai residui organi societari numerosi parametri. Non solo quelli finanziari, ma anche la solidità aziendale, il piano di risanamento, quanti dipendenti riterranno il lavoro e in quali tempi e i piani di investimento. «Non verranno chieste cauzioni», ha precisato l’avvocato Enrico Bran.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    24 novembre 2011
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