Da un quarto di secolo non si vedevano a Trieste tanti aspiranti. Data del concorso non ancora fissata, irrisolta la grana dei 34 extracomunitari a rischio esclusione
TRIESTE Fotografia dell’Italia senza lavoro: a Trieste si bandisce un concorso per infermieri e arrivano 1327 domande per 31 posti. Una cifra così alta non se l’aspettava nessuno, e nessuno se la ricorda, a meno che non risalga a un quarto di secolo fa. Quando tutti i curriculum saranno stati vagliati e sarà fissata la data delle prove, «dovremo per forza affittare il palazzetto dello sport» riflette Serena Sincovich, responsabile della struttura Acquisizione e carriera del personale dell’Azienda sanitaria che ha gli uffici invasi da buste.
Lo scorso giugno a chiusura dei termini le domande erano a quota 740 e sembrava un record. Aspettando gli ultimi arrivi secondo data del timbro postale, e facendo base sull’esperienza, si era calcolato un numero massimo di adesioni vicino a 800. La sorpresa è dunque eclatante.
«Si capisce - commenta Flavio Paoletti, presidente del Collegio infermieri provinciale -, in tutta Italia il turn over è stato bloccato, zero concorsi, e appena se ne è presentato uno tutti si sono precipitati a far domanda. Non è detto che poi arrivino: anche per gli infermieri Trieste è una sede disagiata a causa dei pessimi trasporti, se nel frattempo in altre parti d’Italia qualche Azienda ha fatto un bando, certamente molti si dirotteranno su una sede più comoda. È una triste situazione - prosegue Paoletti -, perché molti dei concorrenti già lavorano, ma assunti a tempo determinato. A Trieste si è creato il precariato degli infermieri, fenomeno che non si vedeva da 20 anni a questa parte».
Nello specifico il concorso triestino è lanciato, assieme, da Azienda ospedaliera e Azienda sanitaria. Alla prima andranno 29 vincitori, e alla seconda (che in quest’ultimo periodo ha perso circa 35 professionisti, quasi l’8% del totale) solo 2. «La necessità di avere infermieri è tale - dice ancora Paoletti - che quando uno al mattino si laurea, io nel pomeriggio devo già fare le pratiche di iscrizione all’Ordine, perché le Aziende lo aspettano sulla porta». Per quel che possono, viste le restrizioni sugli organici.
Intanto sul concorso pesa anche una grana, tuttora non risolta a distanza di mesi. Dei 1327 candidati 34 sono extracomunitari, 59 gli stranieri comunitari, 1234 gli italiani. I primi da questo concorso pubblico sarebbero, per legge, esclusi. A loro è aperta solo la possibilità del contratto a termine. Ma uno dei concorrenti extracomunitari ha fatto causa all’Ufficio pari opportunità del ministero, e ha vinto il ricorso. Entra o no? E gli altri? La questione è ancora al vaglio dei legali dell’Azienda sanitaria e dei consulenti.
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