Triestini scomparsi in guerra,
In totale sono 73 i triestini "dimenticati", militari e civili internati nei campi di concentramento e prigionia della seconda guerra mondiale in Germania, Austria e Polonia, che non tornarono più a casa, nemmeno da morti. Roberto Zamboni ha stilato una lista
TRIESTE Il primo della lista è Danilo Gruntar. Era nato a Basovizza il 13 luglio 1907, fu deportato a Dachau il 14 luglio 1944, quindi trasferito a Flossenbürg, poi nel sottocampo di Hersbruk dove morì il 23 novembre 1944. Ora è sepolto al cimitero militare italiano di Francoforte sul Meno. L'ultimo è Lodovico Beselli, nato il 18 agosto del 1898 a Zolla di Monrupino, deceduto nell'aprile del 1944 al cimitero militare italiano d'onore di Amburgo.
In totale sono 73 i triestini "dimenticati", militari e civili internati nei campi di concentramento e prigionia della seconda guerra mondiale in Germania, Austria e Polonia, che non tornarono più a casa, nemmeno da morti. Di alcuni di loro nemmeno i familiari hanno mai saputo il destino, né dove oggi riposano. Ora il veronese Roberto Zamboni, titolare con i fratelli di un calzaturificio, mettendo insieme i dati rintracciati all'Archivio segreto Vaticano, al Commissariato generale onoranze caduti in guerra e all'Associazione nazionale ex deportati, ha stilato una lista di 73 nomi di altrettanti scomparsi, una parte degli almeno 800mila italiani internati nei territori del Terzo Reich che morirono di stenti o furono uccisi. Sono dieci anni che Zamboni effettua queste ricerche, provincia per provincia, con lo scopo di mettere a disposizione di chiunque, in particolare dei familiari, le informazioni che permettono di rintracciare le spoglie dei caduti e, grazie a una sua iniziativa che ha modificato la legge vigente, riportarle a casa.
Sul suo sito "Dimenticati di Stato", www.robertozamboni.com, c'è il database con migliaia di schede che, là dove possibile, ricostruiscono la vicenda dei singoli scomparsi indicando anche il luogo dell'attuale sepoltura e le procedure per chiedere a Onorcaduti l'eventuale rimpatrio dei caduti. Un rimpatrio le cui spese possono essere sostenute dai Comuni di residenza. «Invito chiunque voglia rintracciare un parente scomparso a scrivermi - dice Zamboni - perché si faccia finalmente luce sulla sorte di tanti italiani dimenticati». (p.spi.)