Ospedale di Cattinara, invasione di mosconi in corsia

Intervento dei disinfestatori in ”alta quota” per distruggere le uova degli insetti. Infestati i reparti dal tredicesimo al quindicesimo piano delle torri

    di Maddalena Rebecca TRIESTE. Già il ricovero in ospedale, di per sé, non è un’esperienza piacevole. Se poi, oltre alla vita di corsia, si è costretti a sopportare anche il ronzio continuo e fastidiosissimo di decine di insetti, allora la permanenza in reparto rischia di diventare davvero un’odissea. Lo sanno bene i degenti ospitati nel tredicesimo, quattordicesimo e quindicesimo piano delle due torri di Cattinara. Piani interessati nei giorni scorsi da un’invasione di mosconi, che ha spinto la direzione del nosocomio a correre ai ripari, avviando un massiccio intervento di disinfestazione con tanto di ponteggio montato a 50 metri d’altezza.

    Una bonifica tutt’altro che semplice, quindi, resa necessaria dall’abilità e dalla tenacia dimostrate dagli indesiderati ospiti. I mosconi si sono introdotti infatti all’interno degli edifici sfruttando il foro di aerazione ricavato sotto al solaio degli ultimi piani - che, come noto, sporgono rispetto al corpo centrale delle torri -, dove hanno trovato un habitat protetto e favorevole. Talmente favorevole da decidere di deporvi le uova.

    Il problema è che, adesso, i gusci di quelle uova si sono schiusi, generando una miriade di moschini iperattivi. Insetti che, anzichè rimanere confinati nel foro di aerazione, hanno iniziato a spostarsi. E, procedendo piano piano attraverso le canalette dei cavi elettrici, sono finiti dritti in corsia. Il tutto sotto lo sguardo contrariato di medici e pazienti, costretti a gesticolare in continuazione nel tentativo di scacciarli e a ricorrere all’uso di insetticidi per allontanare gli sciami neri.

    Vista però la scarsa efficacia delle soluzioni fai da te adottate per eliminare i numerosissimi mosconi (in un reparto ne sono stati contati, stecchiti, addirittura 150), servizio tecnico e della vigilanza sanitaria dell’ospedale hanno deciso ieri di entrare in azione in maniera più radicale. È stata così avviata una disinfestazione mirata, portata avanti dall’esterno dell’ospedale.

    Grazie ad un ponteggio issato ad una cinquantina di metri sopra l’area del piazzale, gli operatori hanno raggiunto le bocche dei canali di ventilazione posizionati nelle parti superiori delle due torri. E una volta lì hanno distrutto le uova e messo in atto tutti gli accorgimenti in grado di tenere alla larga gli insetti.

    L’intervento, negli auspici dei vertici sanitari, dovrebbe aver risolto il problema - generato come detto non da carenze igieniche, ma da ragioni strutturali - , e scongiurato possibili ritorni in massa delle famigliole di mosconi. Che tuttavia, precisa ancora l’azienda, più che nelle sale di degenza sono stati avvistati nei giorni scorsi negli spazi comuni e in quelli riservati al personale. Il maggior numero di segnalazioni ha riguardato infatti i ”parallelepipedi di testa”, vale a dire le aree che ospitano i salottini dei reparti, e i locali per gli operatori.


    RIPRODUZIONE RISERVATA
    13 febbraio 2011

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